Un padre gravemente malato, una figlia da proteggere e un incontro di pugilato: Percheron intreccia legami familiari, debiti e rischio fisico in un cortometraggio di Shane Jonathan Collins.
Regia
Shane Jonathan Collins
Paese
Irlanda, Regno Unito
Durata
00:17:04
1 ottobre 2026 · Ciro Sorrentino, Co-Direttore
Quanto può pesare un incontro quando in gioco c'è la libertà di una figlia? È la domanda da cui prende avvio Percheron, cortometraggio di Shane Jonathan Collins presentato tra le opere candidate all'International Sport Film Festival 2026. La sinossi introduce un padre gravemente malato e un'ultima occasione per combattere: una premessa che porta il pugilato dentro un conflitto insieme familiare e criminale, nel quale il tempo a disposizione e la vulnerabilità del corpo contano quanto il denaro.
Il mondo del film si costruisce anche lontano dal ring. Spazi domestici, vicoli e una stanza di trofei affiancano le conversazioni su debiti, promotori e scommesse. Un confronto medico aggiunge alla preparazione dell'incontro la questione della salute. Questi ambienti permettono di avvicinarsi al combattimento attraverso ciò che lo precede: pressioni economiche, rapporti di potere e responsabilità verso una persona cara. Il match appartiene così a una rete di interessi che comincia fuori dalle corde.
La candidatura indica Irlanda e Regno Unito come paesi d'origine, inglese e francese come lingue, e una durata di diciassette minuti. Benjamin Garnier e Andrew French figurano nel cast principale. Nel racconto, la vicinanza fra i corpi e gli spazi chiusi accompagna il passaggio dai colloqui all'azione pugilistica. Il corpo del combattente è il punto in cui si incontrano necessità materiale e rischio personale: seguire questa relazione offre una chiave per entrare nella storia senza anticiparne gli sviluppi.
Collins arriva a questo lavoro con un percorso che attraversa fiction e documentario. La sua biografia professionale riporta studi di cinema alla TU Dublin e di sceneggiatura alla National Film School, e titoli come Dub Daze, True e il documentario musicale Nearly Never Made Me. Per Percheron, i crediti pubblicati dal regista indicano Owen Cant alla fotografia, Irfan van Tuijl al montaggio e Shane O'Neill alla musica.
Per chi incontra il film attraverso questa presentazione, il punto di partenza è dunque un padre e il legame che cerca di difendere. Percheron invita a osservare ciò che accompagna l'ingresso sul ring: chi decide, chi paga e quali responsabilità un combattente porta con sé. La storia lascia allo spettatore la scoperta di come questa possibilità di lotta prenderà forma.
Rivali nei club, compagne in nazionale: Hortência e Paula raccontano in prima persona le origini di un rapporto che attraversa la storia del basket femminile brasiliano. L'episodio diretto da Eduardo Hunter Moura intreccia repertorio, fotografie e memoria presente.
Libri, figurine, giornali e cimeli raccontano il tifo per il Bologna e le memorie di una famiglia. In Memorabilia, Domenico G. S. Parrino segue il lavoro quotidiano di un collezionista, fra casa, mercatino, mostra e stadio.
Marion Salmon-Thomas vuole diventare madre continuando a essere un'atleta di arrampicata su ghiaccio. Nel documentario di Enzo Besson, allenamento, vita familiare e ritorno alla parete intrecciano due percorsi di trasformazione.