
2026 · FILM CANDIDATO
Numero 10
Una partita di calcio giovanile vista dalla parte di chi sente di dover soddisfare tutti: Numero 10, di Simone Paggetti, racconta il peso delle aspettative tra campo, spogliatoi e spalti.
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Un padre gravemente malato, una figlia da proteggere e un incontro di pugilato: Percheron intreccia legami familiari, debiti e rischio fisico in un cortometraggio di Shane Jonathan Collins.
Quanto può pesare un incontro quando in gioco c'è la libertà di una figlia? È la domanda da cui prende avvio Percheron, cortometraggio di Shane Jonathan Collins presentato tra le opere candidate all'International Sport Film Festival 2026. La sinossi introduce un padre gravemente malato e un'ultima occasione per combattere: una premessa che porta il pugilato dentro un conflitto insieme familiare e criminale, nel quale il tempo a disposizione e la vulnerabilità del corpo contano quanto il denaro.
Il mondo del film si costruisce anche lontano dal ring. Spazi domestici, vicoli e una stanza di trofei affiancano le conversazioni su debiti, promotori e scommesse. Un confronto medico aggiunge alla preparazione dell'incontro la questione della salute. Questi ambienti permettono di avvicinarsi al combattimento attraverso ciò che lo precede: pressioni economiche, rapporti di potere e responsabilità verso una persona cara. Il match appartiene così a una rete di interessi che comincia fuori dalle corde.
La candidatura indica Irlanda e Regno Unito come paesi d'origine, inglese e francese come lingue, e una durata di diciassette minuti. Benjamin Garnier e Andrew French figurano nel cast principale. Nel racconto, la vicinanza fra i corpi e gli spazi chiusi accompagna il passaggio dai colloqui all'azione pugilistica. Il corpo del combattente è il punto in cui si incontrano necessità materiale e rischio personale: seguire questa relazione offre una chiave per entrare nella storia senza anticiparne gli sviluppi.
Collins arriva a questo lavoro con un percorso che attraversa fiction e documentario. La sua biografia professionale riporta studi di cinema alla TU Dublin e di sceneggiatura alla National Film School, e titoli come Dub Daze, True e il documentario musicale Nearly Never Made Me. Per Percheron, i crediti pubblicati dal regista indicano Owen Cant alla fotografia, Irfan van Tuijl al montaggio e Shane O'Neill alla musica.
Per chi incontra il film attraverso questa presentazione, il punto di partenza è dunque un padre e il legame che cerca di difendere. Percheron invita a osservare ciò che accompagna l'ingresso sul ring: chi decide, chi paga e quali responsabilità un combattente porta con sé. La storia lascia allo spettatore la scoperta di come questa possibilità di lotta prenderà forma.