23–28 novembre 2026 · Castellammare di Stabia
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NOTHING BUT BLUE

Locandina di NOTHING BUT BLUE: un surfista su una tavola arancione dentro il tubo di un’onda blu, sotto il titolo arancione.

Sebastian Bechtel segue il surfista Tim Elter tra Canarie, Portogallo e Irlanda. La ricerca delle onde si intreccia con preparativi, memorie e riflessioni sul rapporto fra paura e desiderio di tornare in acqua.

Regia
Sebastian Bechtel
Paese
Germania
Durata
00:16:11

Entrare nel tubo di un’onda significa trovare per qualche istante uno spazio chiuso dall’acqua, mentre tutto continua a muoversi. È questa esperienza a richiamare Tim Elter verso il mare in NOTHING BUT BLUE, il documentario di Sebastian Bechtel dedicato al surfista tedesco che ha partecipato ai Giochi di Parigi 2024. Il film lo segue lontano dalle classifiche, tra il desiderio di condizioni difficili e la concentrazione necessaria per affrontarle.

Il viaggio attraversa le Canarie, il Portogallo e l’Irlanda. Al centro c’è la ricerca delle onde e, in particolare, di Aileen’s, sulla costa irlandese: una meta che porta con sé attese, preparativi e decisioni da prendere prima ancora di entrare in acqua. Le partenze e le soste affiancano il gesto sportivo, dando spazio alla vita che si organizza intorno alle mareggiate e alle persone con cui condividerle.

La voce di Tim accompagna questo percorso con riflessioni sulla paura, sulla frustrazione e sul bisogno di tornare in mare. Il ricordo di un infortunio introduce anche il rapporto con la fiducia nel proprio corpo. Materiali familiari e immagini della sua formazione si intrecciano al presente: accanto all’atleta, il documentario segue un giovane che prova a raccontare ciò che cerca nelle situazioni più impegnative.

Bechtel, che firma regia, produzione e montaggio, ha sviluppato la scrittura insieme a Paulina Keller. In un’intervista a SURFERS, Bechtel e Tim Elter raccontano che l’idea è nata durante un viaggio e si è costruita attraverso conversazioni e interviste. La fotografia di Nikita Lünnemann alterna la distanza delle vedute costiere alla vicinanza dei volti e del corpo nell’acqua. Il blu del mare e la tavola arancione tornano nelle immagini, mentre il surfista cambia scala dentro il paesaggio.

Con una durata di circa sedici minuti, NOTHING BUT BLUE invita a seguire una ricerca personale oltre il momento della singola onda. L’attesa, il viaggio e le parole di Tim aprono uno spazio per conoscere il suo rapporto con uno sport in cui attrazione e timore possono abitare lo stesso istante.