Samu ha diciotto anni e una carriera nel tennis che, vista dall'esterno, sembra offrirgli ogni possibilità. L'invisibile agli occhi, cortometraggio di Andrea Palmiero, segue il giovane atleta fra campo, famiglia e relazioni, dove affiorano pressioni e desideri ancora da riconoscere.
Regia
Andrea Palmiero
Paese
Italia
Durata
00:13:50
31 ottobre 2026 · Ciro Sorrentino, Co-Direttore
Samu ha diciotto anni, vive nella periferia napoletana ed è un tennista affermato. La sua vita appare già avviata: una carriera sportiva, disponibilità economiche e una famiglia presente. È questa la premessa di L'invisibile agli occhi, presentato anche con il titolo inglese The invisible to the eyes, cortometraggio italiano di finzione diretto da Andrea Palmiero. Il racconto si concentra sulla distanza fra l'immagine che gli altri hanno del ragazzo e ciò che lui fatica a comprendere di sé.
Una sconfitta e il ritiro nello spogliatoio fanno emergere la pressione legata al risultato. Anche a casa il tennis resta al centro delle conversazioni: i genitori richiamano i sacrifici compiuti, il gioco e le prospettive della carriera. Samu si confronta inoltre con gli amici e con una relazione affettiva. La possibilità di continuare o di sottrarsi alle aspettative attraversa così luoghi e rapporti diversi della sua quotidianità.
Il campo, lo spogliatoio, la casa e gli incontri notturni definiscono gli ambienti del film. Il pubblico e la coppa appartengono allo spazio della competizione; la stanza di Samu e le soglie domestiche ospitano i confronti familiari. La fotografia alterna interni dalle tonalità calde, contrasti notturni ed esterni diurni. La rete del campo, le finestre e le porte ricorrono nelle inquadrature che mettono il protagonista in relazione con chi lo osserva o gli parla.
Il tennis entra quindi nella costruzione di un racconto di formazione: le domande su cosa significhi vincere, perdere o proseguire una carriera sportiva si intrecciano con il bisogno di scegliere per sé. Il titolo richiama ciò che rimane fuori dall'immagine pubblica dell'atleta, mentre la storia procede attraverso dialoghi, incontri e situazioni della sua vita privata.
Palmiero firma la sceneggiatura insieme a Martina Fusco e Alessandro Polverino e figura anche nel cast, accanto a Marialaura Chirichella, Carmine Iannone, Agata Pennisi, Gabriella Iovino e Ciro De Crescenzo. La produzione è di Andrea Palmiero, Francesco Palmiero, Giovanna Grimaldi e Massimo Esposito. La fotografia è di Alessandro Polverino; Onda's Corporation cura la produzione esecutiva e la postproduzione.
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