A Napoli, un provino cinematografico e un murale di Maradona accompagnano il desiderio di un ragazzo di trovare la propria voce. Un cortometraggio di Massimiliano Pacifico fra calcio, immaginazione e crescita.
Regia
Massimiliano Pacifico
Paese
Italia
Durata
00:11:50
7 ottobre 2026 · Ciro Sorrentino, Co-Direttore
Prima di entrare in scena c’è un’attesa, e con l’attesa arriva la paura di non essere all’altezza. Il Murales Del Campione / The Champion’s Mural, diretto da Massimiliano Pacifico, prende avvio dai provini di una produzione cinematografica a Napoli. Il progetto riguarda i murales dedicati a Diego Armando Maradona; per i ragazzi che si presentano, ottenere una parte significa provare a immaginare un futuro diverso.
Il racconto, ambientato nel 2025, segue questo desiderio attraverso due spazi: la sala in cui si prova a recitare e le strade della città. Nel salone i giovani si esercitano, si mettono davanti agli altri e sperimentano il passaggio dalla vita quotidiana a un personaggio. La presenza del set rende il cinema parte della storia: il provino è una situazione concreta in cui trovare parole, affrontare l’imbarazzo e farsi ascoltare.
Fuori, scale e vicoli portano un ragazzo verso le immagini del calcio e il murale del campione. Maradona entra così nel suo immaginario come una figura a cui rivolgere domande. Il corto apre uno spazio di fantasia dentro la città riconoscibile, accostando l’aspirazione a recitare alla passione per il pallone.
Il calcio accompagna il percorso anche attraverso il gesto di cadere e rialzarsi. La possibilità di riprovare riguarda una partita, ma anche il momento in cui ci si trova davanti a una macchina da presa. Il film mette in relazione questi due tentativi, lasciando al ragazzo il compito di cercare il proprio modo di stare in scena.
Le prove collettive, i primi piani dei giovani e le vedute di Napoli compongono un racconto che alterna il gruppo allo spazio personale del protagonista. La sala dei provini e il murale sono luoghi in cui un desiderio prende forma, tra incontri, parole e immagini legate alla città.
Prodotto da Lina Borrelli per Be Line Productions, il cortometraggio ha una durata di 11 minuti e 50 secondi. Christian Cervone è fra gli interpreti, insieme a Giovanni Amura e Antonio Guerra. La sceneggiatura è accreditata a Massimo Scognamiglio, la fotografia a Raffaele Massa e il montaggio a Michele Fuccio.
L’opera è candidata all’International Sport Film Festival 2026. La sua premessa invita a guardare al rapporto fra sport e cinema attraverso una prova vicina all’esperienza di molti ragazzi: trovare il coraggio di presentarsi e dare spazio alla propria voce.
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