23–28 novembre 2026 · Castellammare di Stabia
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Grappling Grace

Locandina di Grappling Grace: un gesto di danza nella navata di una chiesa

A Bristol, il lottatore e danzatore Saeed Esmaeli apre le porte di Wrestle for Humanity: un documentario sul movimento come pratica di incontro e fiducia.

Regia
Alexander Kiehl, Misha Novak
Paese
Regno Unito
Durata
00:20:00

Una chiesa di Bristol diventa uno spazio di allenamento. Sul pavimento, una presa di lotta richiede attenzione al peso dell'altro; poco dopo, lo stesso gesto sembra avvicinarsi alla danza. Grappling Grace, documentario britannico di venti minuti diretto da Alexander Kiehl e Misha Novak, segue Saeed Esmaeli, lottatore e danzatore iraniano-britannico, e le attività di Wrestle for Humanity. La candidatura del film all'International Sport Film Festival 2026 offre l'occasione per conoscere un progetto in cui lo sport si intreccia con la vita di una comunità.

Il punto di partenza è concreto: le lezioni condotte da Esmaeli in uno spazio ricavato all'interno di una chiesa. Il film osserva come si impara a stare in equilibrio, ad afferrare e a lasciarsi guidare, passando dai movimenti individuali a quelli condivisi. Mani, piedi e prese rendono visibile il lavoro dei partecipanti. Alla dimensione dell'allenamento si affiancano conversazioni e materiali d'archivio che introducono il percorso personale del protagonista, senza separarlo dalle persone che incontra sul tappeto.

Wrestle for Humanity si presenta come un'iniziativa che usa la lotta per rendere la pratica sportiva più accessibile e creare relazioni. Sul proprio sito, il progetto colloca la sua attività a Bristol e descrive l'intenzione di aprire questo sport anche a persone che spesso ne restano escluse. Grappling Grace racconta tale intento attraverso il tempo passato insieme: un esercizio, un aiuto reciproco, una pausa e il ritorno al movimento. La danza non è un tema parallelo, ma un altro modo in cui Esmaeli esprime il proprio rapporto con il corpo e con gli altri.

Il documentario è stato presentato nel programma Dance Digital di Sadler's Wells e tra i corti documentari del Brooklyn Film Festival 2026. Questi percorsi pubblici aiutano a situare un'opera che attraversa sport, danza e ritratto documentario. La sua presentazione al Festival riguarda una candidatura: non anticipa alcuna decisione di selezione o di programmazione.