Che cosa significa imparare a volare usando il proprio corpo? Birdlife, documentario belga diretto da Léopold le Grelle e prodotto da MIROVIA Media, attraversa la storia del wingsuit moderno attraverso le testimonianze di nove pionieri e praticanti di paesi e generazioni differenti. Il punto di partenza è un desiderio antico; il film lo segue mentre diventa una disciplina fatta di ricerca, esperienza condivisa e scelte concrete.
Il percorso intreccia la memoria dei primi esperimenti con il lavoro di chi ha contribuito a sviluppare la tuta alare. Materiali d’archivio e interviste accompagnano i gesti della preparazione: si osservano attrezzature, cuciture, mappe e momenti di attesa prima del lancio. Sono dettagli che portano il racconto oltre l’istante spettacolare del volo e mostrano quante persone, competenze e decisioni precedano ogni partenza.
Fra i partecipanti indicati dalla produzione figurano Géraldine Fasnacht, Roberta Mancino, Cédric Dumont e Peter Salzmann. Le loro esperienze si inseriscono in un racconto corale che tocca l’apprendimento, l’innovazione e il rapporto con il rischio. Accanto all’idea di libertà emergono anche il dubbio, la perdita e la possibilità di scegliere di non saltare: aspetti che il documentario lascia convivere con la passione di chi pratica questo sport.
Le riprese alternano volti, luoghi di lavoro e paesaggi montani a punti di vista immersivi e campi larghi sulle pareti. La figura umana, spesso piccola rispetto alla roccia e alla valle, offre una misura dello spazio attraversato. Girato tra Austria, Belgio, Francia, Italia, Norvegia e Svizzera, Birdlife segue così non soltanto i voli, ma anche la comunità e la storia tecnica che li rendono possibili.
A Napoli, un provino cinematografico e un murale di Maradona accompagnano il desiderio di un ragazzo di trovare la propria voce. Un cortometraggio di Massimiliano Pacifico fra calcio, immaginazione e crescita.
Manlio Faccini affronta il Tor des Géants in memoria dello zio e per sostenere AIL Forlì-Cesena. Un documentario di Alessandro Ceccarelli e Matteo Fortunati tra corsa, montagna e legami familiari.
Un corpo ruota nell’aria e il tempo sembra fermarsi. Nel corto di Anna-Maria Bechara Oueini, il parkour diventa il punto di partenza per esplorare percezione, paura e controllo dei pensieri.