Headwinds
Manuel Camia
Selezione ufficiale

Una giovane judoka lascia l’isola di Ikaria per allenarsi ad Atene: il film di Giorgos Georgopoulos racconta sport, crescita e rapporti di fiducia.
Daphne Patiri, chiamata Patty dal suo cognome, è una giovane judoka dell’isola greca di Ikaria. Quando incontra l’allenatore Yuri Savvidis, la possibilità di allenarsi ad Atene e puntare alle qualificazioni olimpiche la porta lontano dalla madre e dalla nonna. Patty is such a girly name, diretto da Giorgos Georgopoulos, comincia con questo passaggio dall’isola alla città.
A Perama, tra il porto e la palestra, la ragazza deve costruire una nuova quotidianità. L’alloggio, i pasti, il peso e gli allenamenti fanno parte dello stesso percorso: l’aiuto del maestro apre opportunità ma introduce anche regole che incidono sulla sua vita privata.
Nel dojo Daphne incontra altre atlete e si confronta con una squadra rivale. Il judo non è soltanto il traguardo della protagonista: prese, categorie e lezioni scandiscono i suoi rapporti con le compagne e con gli adulti. La conoscenza di Zoe, judoka più esperta, allarga il suo mondo oltre gli allenamenti e la mette davanti a nuove domande sulla fiducia.
Le categorie di peso, le tecniche imparate sul tatami e la possibilità di qualificarsi incidono sui rapporti tra le ragazze. Fuori dalla palestra, l’alloggio e il lavoro nella taverna mostrano quanto la nuova vita di Daphne dipenda anche dalle persone disposte ad aiutarla.
Il lungometraggio greco, scritto e diretto da Georgopoulos, accompagna la protagonista mentre negozia aspettative sportive, desideri e indipendenza. Il titolo richiama il soprannome con cui la ragazza viene chiamata nel nuovo ambiente.