Adrian desidera tornare a giocare a tennis con la moglie Matylda. Nel cortometraggio di Sebastian Szczygieł, racchette, fotografie e una pallina accompagnano il confronto fra ricordi di gioventù e vita presente.
Regia
Sebastian Szczygieł
Paese
Polonia
Durata
00:15:04
16 ottobre 2026 · Ciro Sorrentino, Co-Direttore
Una pallina sulla terra rossa, due giovani che si scambiano colpi, una casa in cui rimangono fotografie e oggetti sportivi. Mecz, presentato anche con il titolo inglese The Game, segue Adrian e Matylda in due momenti della loro vita. Adrian ricorda il tempo trascorso a giocare a tennis e decide di tornare sul campo con la moglie.
Nel presente Adrian attraversa le stanze e si ferma davanti alle immagini del passato. Racchette e trofei fanno parte dell’ambiente domestico; una pallina ritrovata accompagna il desiderio di uscire. Il racconto passa così dagli oggetti conservati in casa al luogo in cui il gioco può ricominciare, seguendo i preparativi e gli sguardi dei due coniugi.
Sul campo, Matylda e Adrian tornano a condividere lo spazio diviso dalla rete. Lo scambio richiede di muoversi, attendere la palla e rispondere al gesto dell’altro. Accanto al ricordo della pratica giovanile entrano le condizioni fisiche del presente: la racchetta si abbassa, una mano cerca la schiena, Matylda domanda al marito se stia bene.
Il tennis accompagna anche il rapporto fra i personaggi. Prepararsi a giocare e osservare il compagno coinvolgono entrambi, mentre la casa e il campo ospitano momenti diversi della loro quotidianità. Il cortometraggio alterna la terra rossa all’interno domestico e le figure giovani ai protagonisti anziani, accostando ciò che ricordano a ciò che possono fare oggi.
Lesław Zamaro interpreta Adrian ed Ewa Kania Matylda. Marcel Nowacki e Natalia Ratajczak danno volto ai due personaggi in gioventù. Queste due coppie di interpreti accompagnano i diversi tempi del racconto, mantenendo al centro i medesimi nomi e la pratica sportiva condivisa.
Scritto e diretto da Sebastian Szczygieł, Mecz è una produzione della Scuola di Cinema di Łódź. Augustyn Bardian firma la fotografia, Tymoteusz Mierzwiński il montaggio e Grzegorz Żyłka la musica. La premessa del film prende forma nel desiderio di Adrian di disputare un’altra partita con Matylda, fra gli oggetti che conserva e il ritorno a un’attività vissuta insieme.
Brune Maubert segue Taky Marie-Divine Kouamé nella preparazione ai Giochi di Parigi 2024. Fra velodromi, trasferte e vita quotidiana, il documentario racconta una stagione e il rapporto fra la ciclista e la regista.
Una stagione con le calciatrici dell’Invictus Sant’Antonio Abate Women, fra allenamenti, partite e lavoro. Emanuele Vitale segue gli impegni quotidiani e le relazioni che accompagnano il percorso della squadra.
Hiba, Bachir e Manan condividono l’arrampicata mentre costruiscono la propria vita in Navarra. Luis Arrieta Etxeberria li segue fra allenamenti, lavoro, apprendimento e legami familiari.